“LA CULTURA SIAMO NOI”

Guardiamo Udine con nuovi occhi e scopriremo palchi inesplorati che attendono solo che qualcuno dalla regia apra il sipario.

Come insegna Camilleri “la cultura non è una cosa sacrale, non è una cosa da cult, una cosa per pochi: la cultura è di tutti. E poi, cos’è la cultura? La cultura non è solo la letteratura, la cultura è il lavoro dell’operaio, è come lavora un impiegato, la cultura è come la pensa il capo del condominio. La cultura siamo noi, perché noi siamo cultura”.

 

E proprio perché la cultura si evolve insieme all’essere umano, anche i luoghi della cultura devono essere dinamici e integrarsi in funzione di una rinnovata circolazione di idee, conoscenze e competenze nella nostra comunità.

 

Musei, pinacoteche e biblioteche non devono essere luoghi passivi di cultura, ossia meramente ospitanti mostre e opere d’arte, ma attivi, anzi proattivi, cominciando dall’approntare nuove strategie di comunicazione capaci di raggiungere tutte le varie tipologie di utenti, soprattutto le nuove generazioni, conquistandole con nuovi strumenti tecnologici e multimediali, ma soprattutto agevolando “contaminazioni” in modo da sperimentare un nuovo modo di vivere gli spazi culturali, così da trasformarli in naturale luogo di ritrovo per tutti.

 

Al Comune non compete organizzare eventi, ma offrire strutture adeguate e servizi adatti alla promozione della cultura a favore di tutti i soggetti che vogliono essere protagonisti in questo ambito, favorendo soprattutto il mondo giovanile, che richiede da tempo spazi per incontrarsi diversi da bar e locali. E soprattutto è urgente:

 

  • creare un tavolo aperto tra Comune e soggetti culturali (associazioni, enti, ecc.) operanti sul territorio per dar vita ad una rete virtuosa, creare sinergie e favorire la promozione di eventi coordinati;
  • creare uno sportello informativo per le associazioni culturali, supportato da un portale web smart, con lo scopo di formare e informare, agevolare la ricerca di sponsor e di spazi, semplificare, snellire e centralizzare la richiesta di permessi e i pagamenti di tributi per l’organizzazione di eventi culturali;
  • semplificare la realizzazione degli eventi culturali pubblici (bandi, permessi, concessioni, responsabilità, limiti sonori, ecc.);
  • promuovere bandi pubblici per selezionare con criteri qualitativi progetti culturali e sociali per il centro storico e per i quartieri al fine di coinvolgere attivamente tutta la cittadinanza;
  • agevolare e concedere spazi ad associazioni ed enti del terzo settore particolarmente virtuose nella progettualità culturale, privilegiando soprattutto realtà giovanili, che non hanno una sede e/o locali adatti a svolgere attività per il pubblico.

 

Guardiamo Udine con nuovi occhi e scopriremo palchi inesplorati che attendono solo che qualcuno dalla regia apra il sipario, perché, appunto, la cultura siamo noi, perché noi siamo cultura.

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