I cittadini sono tenuti a pagare la TARI a fronte della quale il Comune è tenuto a propria volta a offrire un preciso servizio, quello di una raccolta dei rifiuti efficiente, anzi…intelligente!
Cosa vuol dire intelligente?
- meccanizzata: non deve sfruttare schiena e giunture degli operatori, compromettendone la salute, ma mezzi meccanici;
- sostenibile: no camion pesanti e inquinanti che girano per la città, ma mezzi di ridotte dimensione alimentati con carburanti green, come il biometano, che verrà prodotto a breve dal biodigestore della NET dalla trasformazione dei rifiuti organici;
- funzionale: compatibile con le diverse tipologie abitative e commerciali della città nel rispetto del decoro urbano;
- informatizzata: capace di rilevare la quantità di rifiuti prodotti per calcolare la tariffa puntuale da applicare, incentivando così la diminuzione di immondizia in virtù della regola (auspicio?) “meno produci, meno spendi”.
L’importante è che sia soprattutto…comoda! Le nostre vite sono già scandite da continue scadenze, pertanto l’imposizione di un calendario fisso per la raccolta dei rifiuti diventa l’ennesimo incombente da rispettare: ecopiazzole (magari mobili, itineranti nei quartieri), isole ecologiche e cassonetti interrati consentono di conferire liberamente le immondizie.
Ma…occhio ai costi! Nella scelta dei modelli da adottare bisogna sempre porre attenzione al bilanciamento tra costi gestionali e benefici economici, perché è evidente che tanto più complesso sarà il sistema, maggiori saranno le spese, con inevitabile ricaduta sulla bolletta, in virtù del principio del full-cost recovery che sostiene il metodo tariffario.
L’intelligenza di ogni sistema, in ogni caso, non potrà che dipendere anche da quella di chi lo usa: è fondamentale dare alla cittadinanza informazioni e segnali di prezzo circa la valorizzazione delle frazioni raccolte, promuovendo iniziative volte al miglioramento della qualità delle stesse e ad acquisire maggiore consapevolezza dei risultati del loro maggiore/minore impegno. In altre parole, bisogna investire sull’educazione ambientale, che passa anche attraverso una maggiore oculatezza negli acquisti, disincentivando l’uso e il consumo di plastica, ad esempio.
Infine, imprescindibile presupposto per il buon funzionamento di un sistema intelligente è la predisposizione di un adeguato controllo del territorio, onde evitare che i benefici di una corretta raccolta vengano compromessi dall’inerzia verso l’intollerabile anarchia dei rifiuti attualmente vigente in città.
Perché, poi, non rendere vantaggioso il riciclo? Grazie alla collaborazione fra Comune e attività commerciali si possono distribuire eco-compattatori che erogano voucher o buoni sconto da utilizzare nei negozi della città a fronte del conferimento di determinati rifiuti, come avviene oramai da decenni nel Nord Europa.
Insomma, per rendere Udine più pulita ci vuole…intelligenza!



