E il giardino didattico di S. Osvaldo?

Situato tra Via Zugliano e Via Campoformido, il Giardino Didattico di S. Osvaldo è il più grande d’Italia, almeno stando a una ricerca effettuata su scala nazionale, e unico nel suo genere poiché ha tutti i biotopi tipici della pianura friulana.

Situato tra Via Zugliano e Via Campoformido, il Giardino Didattico di S. Osvaldo è il più grande d’Italia, almeno stando a una ricerca effettuata su scala nazionale, e unico nel suo genere poiché ha tutti i biotopi tipici della pianura friulana.

 

E’ stato creato negli anni Novanta grazie alla collaborazione fra associazioni ambientaliste e VI Circoscrizione sul progetto del naturalista Michele Zanetti con finalità di promozione dell’educazione ambientale.

 

I bambini delle scuole di Udine all’epoca vi hanno piantumato specie arboree e arbustive che nel tempo hanno visto crescere, poi sono stati avviati i lavori per la creazione dei vialetti e del laghetto, infine è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per la gestione e creato un collegamento fra Giardino e Parco di S. Osvaldo.

 

Purtroppo, da oltre 20 anni il Giardino Didattico appare come un’area verde piuttosto desolata, con un laghetto diventato oramai uno stagno paludoso.

 

Perché non rinnovare la sinergia virtuosa con il consorzio (COSM) presente al Parco di S. Osvaldo, che già si occupa della manutenzione di alcune aree verdi in virtù di un protocollo raggiunto proprio con il Comune, al fine di garantire una gestione continuativa dell’area, propedeutica ad una sua riqualificazione per soddisfare le attuali esigenze dei residenti e incentivarne la frequentazione?

 

Il Giardino è stato ideato anche per diventare un palco naturale capace di ospitare eventi culturali e feste di quartiere, oltre al fatto che al suo interno si potrebbero creare dei “percorsi benessere” a favore degli abitanti della zona.

 

Il coinvolgimento del Gruppo Parco di S. Osvaldo consentirebbe di includere persone in condizione di fragilità, creando quindi scambi e opportunità lavorative e attivando percorsi di progettazione partecipata coinvolgendo le diverse realtà del quartiere.

 

Inclusione e valorizzazione del territorio sono le azioni più efficaci per contrastare il degrado, contribuendo così a quella primavera che S. Paolo – S. Osvaldo attende da tempo.

 

Come consigliera di quartiere ho promosso il recupero del Giardino Didattico e insieme al Consiglio abbiamo avviato i primi passi di un progetto che, se mi verrà data fiducia, vorrei trasformare in realtà.

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