Il mio impegno per il quartiere di San Paolo e Sant’Osvaldo

Degrado e abbandono: è questo l’orizzonte inesorabile per molti dei quartieri della città? Il mio impegno politico è nato proprio come Consigliera di quartiere: per avanzare richieste e proposte concrete che permettessero di invertire la rotta. Ecco alcune mie riflessioni.

Sono Consigliera del quartiere di San Paolo – Sant’Osvaldo, dove sono cresciuta e che negli anni ho visto lentamente, ma progressivamente degradare.

 

San Paolo – Sant’Osvaldo è sempre stato “ai bordi di periferia”, come canta Ramazzotti: sobborgo popolare con alta percentuale di case ex IACP e ora ATER, sede dell’ex manicomio, ora diventato Parco di Sant’Osvaldo, ma che ancora per molti residenti viene visto purtroppo come “corpo estraneo”, quando invece è un patrimonio di memoria, oltre che uno straordinario polmone verde dalle infinite potenzialità.

 

Due Chiese e parrocchie un tempo vitali, ora unificate sotto quella di Sant’Osvaldo, col rione di San Paolo sempre più desolato.

 

Presidi fondamentali restano la scuola dell’infanzia e la scuola primaria Pellico, come pure l’Oratorio della Parrocchia di Sant’Osvaldo, l’Associazione 5 agosto – Sant’Osvaldo, le associazioni dei donatori di sangue di S. Paolo e S. Osvaldo, l’Università della Libera età, ma anche i piccoli commercianti che resistono e i pochi che hanno avviato nuove attività.

 

Con spirito di servizio, quindi, e anche in continuità con l’impegno di mio padre, che è stato presidente della VI Circoscrizione per due mandati, mi sono offerta per entrare nel Consiglio di quartiere, il nuovo organismo introdotto dall’attuale amministrazione.

 

Il ruolo di consigliere di quartiere è di puro volontariato e così l’ho interpretato.

Sempre presente (tranne 2 o 3 assenze giustificate), ad ogni seduta ho portato proposte e stimolato discussioni su vari aspetti rilevanti, come chiunque potrà constatare leggendo i verbali pubblicati sul sito del Comune di Udine (perché i post sui social si lasciano scrivere, i verbali invece fanno prova…), segnalando spesso le varie criticità con l’obiettivo di ottenere soluzioni.

 

Da questa esperienza ho compreso ancor di più quanto sia fondamentale l’ascolto e il confronto, presupposti fondamentali per amministrare.

 

Mi auguro di portare avanti ancora questo mio impegno: a favore del mio quartiere e di tutti i quartieri di Udine, perché Udine E’ i suoi quartieri.

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