Investire sulla crescita delle nuove generazioni

Soluzioni abitative con affitti calmierati, messa a disposizione di edifici pubblici per promuovere l’imprenditorialità, spazi adeguati per la socialità: sono diversi i fronti su cui agire per frenare denatalità e fuga dei giovani.

Formati in modo insufficiente e comunque non abbastanza da essere economicamente autonomi, quindi inaffidabili a livello creditizio, il che li priva della possibilità di ‘mettere su casa’, figuriamoci di ‘mettere su famiglia, dato che i figli a breve rientreranno nel paniere ISTAT dei ‘beni di lusso’.

 

Quelli più bravi e/o più scaltri se ne vanno all’estero.
C’è lavoro, ma non lavoratori, il che vuol dire che la formazione scolastica e professionale negli anni non ha saputo evolversi al passo con i tempi.

 

E poi resta il nodo irrisolto del costo del lavoro, che assorbe in modo iniquo e sproporzionato la busta paga in danno del lavoratore.
Infine mancano servizi per le famiglie. Così si nutre la tempesta perfetta che porta alla denatalità e all’impoverimento di una comunità. La nostra.

 

Per invertire la rotta è indispensabile adottare reali modalità di ascolto e confronto dei giovani, favorendo il loro concreto coinvolgimento e il protagonismo, fornendo risorse e spazi adeguati ad esprimersi, aiutandoli a conquistare gli obiettivi fondamentali: lavoro, casa e passioni.
In primis, urge adottare azioni di contrasto all’abbandono scolastico e al Neet (le persone che non cercano nemmeno un lavoro): promuovere politiche giovanili anche attraverso bandi del Comune finalizzati a cercare il supporto di associazioni e operatori competenti nel settore per creare una cabina di regia per progettare e attuare risposte educative dedicate alla fascia adolescenziale e giovanile, attualmente la più fragile sotto l’aspetto emotivo e psicologico.

 

Per contrastare la fuga dei nostri talenti all’estero, è indispensabile aumentare le opportunità di sviluppo, economico e non solo: sostegno dei giovani in cerca di lavoro; bandi annuali con piccoli finanziamenti o soluzioni di microcredito per start up; creazione di sinergie tra politiche formative, dell’innovazione e della ricerca e industriali, creando tavoli di lavoro per trovare antidoti alla crisi occupazionale giovanile.

 

Si potrà favorire la messa a disposizioni di edifici pubblici inutilizzati per promuovere il lavoro collettivo e l’occupazione, per favorire la nascita di start up, imprese sociali e altre esperienze innovative per superare il precariato oppure per creare spazi di co-working al fine di promuovere l’autoimprenditorialità giovanile.

 

Andranno agevolate soluzione abitative con affitti calmierati per i giovani che si trovano attualmente in situazioni di precariato, sottoccupati e inoccupati.

 

Udine può vantare scuole di danza, di musica, un Conservatorio d’eccellenza, scuole d’arte e di recitazione, nonché prestigiose associazioni sportive: una tale officina di talenti merita spazi adeguati per esprimersi, creando altresì rassegne, gare, campionati, contest, capaci non solo di dare la giusta soddisfazione ai giovani che con passione si impegnano nelle diverse discipline, ma anche garantire una ricaduta economica positiva a tutta la città, in quanto ogni evento aumenta le presenze a beneficio di tutti gli operatori commerciali.

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