Sì, ho deciso di accettare la candidatura in consiglio comunale nella lista di Fratelli d’Italia.

Non rinnego il passato, ma per far cambiare passo a Udine bisogna scendere in campo, rimboccarsi le maniche ed entrare in Consiglio comunale.

Dopo l’esperienza con la civica Prima Udine, che non si ripresenta, l’alternativa sarebbe stata rinunciare a portare il mio contributo di idee, proposte ed entusiasmo, non potendo evidentemente candidarmi con le forze del centrosinistra già divise a Udine, opposte in Regione e col coltello fra i denti a Roma, le quali hanno preferito imporre un candidato che nulla ha a che fare con Udine, negando le primarie e ritenendo che basti un ‘alto profilo’ per conquistare la città.

 

Diciamo la verità: la ricandidatura di Fontanini e la candidatura di De Toni non hanno scaldato particolarmente i cuori degli e delle udinesi. Quindi che fare? Incrociare le braccia e borbottare altri 5 anni? Per far cambiare passo a Udine bisogna scendere in campo, rimboccarsi le maniche ed entrare in consiglio comunale, perché non si può fare nulla ‘da remoto’, stando comodamente seduti a casa.

 

Non rinnego nessuna ‘aspra critica’ (cit. MV) mossa all’ amministrazione Fontanini, ma, appunto, non è più possibile nemmeno subire la vita politica cittadina restando assenti: l’inerzia non rientra nel mio DNA, pertanto con umiltà, serietà e determinazione intendo partecipare attivamente per poter contribuire, serenamente e costruttivamente, a dare quella svolta tanto attesa a Udine.

 

FDI è l’unica forza politica che, dopo aver tentato con una sparuta compagine consiliare di correggere il tiro di alcune impopolari decisioni dell’attuale giunta, trovando sempre il sostegno di Prima Udine, dimostra determinazione nel voler costruire un centrodestra dialogante, capace di ascoltare e comprendere le esigenze di una città profondamente cambiata, pronto a raccogliere le sfide epocali in corso, aperto verso i comuni contermini, teso a consolidarsi con la maggioranza in Regione di pressoché certa riconferma e quella di Governo per creare una rete non di potere, ma di forze sinergiche per portare Udine ad essere una moderna capitale del Friuli, proiettata verso il futuro e non più verso un nostalgico passato. Non solo: accogliendomi, FDI dà prova di essere realmente inclusiva, a differenza di un centrosinistra che predica l’inclusione e pratica i veti, confermando altresì di saper apprezzare e soprattutto voler valorizzare i punti in comune sui quali fondare le basi per trasformare la c.d. “amministrazione del fare” in “amministrazione del fare bene”. Il passato non si può cambiare, ma se si cambia il presente si potrà cambiare anche il futuro, quindi…al lavoro!

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